{"id":863,"date":"2024-12-02T09:12:11","date_gmt":"2024-12-02T08:12:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.slow-venice.com\/?p=863"},"modified":"2024-12-17T17:11:05","modified_gmt":"2024-12-17T16:11:05","slug":"venetian-reds","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.slow-venice.com\/it\/2024\/12\/02\/venetian-reds\/","title":{"rendered":"Rossi veneziani"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_887\" aria-describedby=\"caption-attachment-887\" style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-887\" src=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Giov.-Bellini-Presentazione-Gesu-al-Tempio.jpeg\" alt=\"Giovanni Bellini, Presentazione di Ges\u00f9 al Tempio, 1460-64, Pinacoteca Querini Stampalia, Venezia\" width=\"1024\" height=\"787\" srcset=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Giov.-Bellini-Presentazione-Gesu-al-Tempio.jpeg 1024w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Giov.-Bellini-Presentazione-Gesu-al-Tempio-300x231.jpeg 300w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Giov.-Bellini-Presentazione-Gesu-al-Tempio-768x590.jpeg 768w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Giov.-Bellini-Presentazione-Gesu-al-Tempio-16x12.jpeg 16w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Giov.-Bellini-Presentazione-Gesu-al-Tempio-800x615.jpeg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-887\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Bellini, Presentazione di Ges\u00f9 al Tempio, 1460-64, Pinacoteca Querini Stampalia<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 solo cremisi, purpureo o scarlatto. Il rosso veneziano \u00e8 di pi\u00f9: \u00e8 indefinibile. Sfumature sovrapposte, lacche trasparenti, sensualit\u00e0 calde, avvolgenti, evocano i bagliori mutevoli della fiamma di una candela ...<\/p>\n<p>Se nei temi sacri del Rinascimento veneziano il rosso richiama il sangue del sacrificio, il martirio e l\u2019amore divino, momenti cari alla tradizione cristiana, nei ritratti e nei temi profani il rosso si libera dai simboli religiosi e diventa sinonimo di  eleganza, sensualit\u00e0, passione.<\/p>\n<p>Il rosso \u00e8 un colore drammatico che attrae lo sguardo degli altri e si impone al centro dell\u2019attenzione.  Quando lo si indossa, \u00e8 come trovarsi su un palcoscenico: il rosso bisogna saperlo portare.<\/p>\n<p>Forse per questo motivo, da sempre \u00e8 anche colore regale, e nella Venezia rinascimentale  il porpora degli imperatori bizantini era ancora memoria viva.<\/p>\n<p>Il rosso nella sua espressione pi\u00f9 nobile era visibile dappertutto: negli antichi mosaici di San Marco, nelle pale d\u2019altare medievali o nelle tonache dei senatori. Riservato a contesti solenni e a uomini di prestigio, nel Cinquecento si afferma anche per ritratti privati o allegorici.<\/p>\n<p>Per il ritratto di <em>Laura<\/em>, Giorgione applica velature sottili che vanno dal rosso al bruno della pelliccia, e modellano la figura con una luce morbida e naturale. Il seno scoperto, il bordo della pelliccia che sfiora il capezzolo creano una forte carica di sensualit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_866\" aria-describedby=\"caption-attachment-866\" style=\"width: 546px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-866\" src=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Giorgione-Laura-e1732522810128.jpeg\" alt=\"\" width=\"546\" height=\"670\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-866\" class=\"wp-caption-text\">Giorgione, \"Laura\", 1506, Kunsthistorisches Museum, Vienna<\/figcaption><\/figure>\n<p>Come in altre enigmatiche opere dell\u2019artista, l\u2019identit\u00e0 della figura rimane insoluta: forse Flora, forse una cortigiana, una ninfa o, come potrebbe alludere la presenza dell\u2019alloro, la Laura amata da Petrarca. Pi\u00f9 probabilmente, \u00e8 un ritratto augurale commissionato per un matrimonio.<\/p>\n<p>Il prezioso pigmento si otteneva principalmente dal cinabro, un minerale raro che contiene solfuro di mercurio. Per il suo costo proibitivo, dal XIII secolo, attraverso un processo chimico a base di una miscela di mercurio e zolfo, gi\u00e0 conosciuto in Cina e nel mondo islamico, si produceva un pigmento simile: il vermiglione. Era pi\u00f9 facile da reperire e aveva una qualit\u00e0 pi\u00f9 uniforme rispetto al pigmento naturale. Grazie alla loro intensit\u00e0 e al potere coprente, sia il cinabro che il vermiglione venivano utilizzati per la resa di panneggi e tessuti.<\/p>\n<p>A questi venivano spesso sovrapposte lacche rosse e trasparenti di origine organica, come la lacca di radice di robbia che dava tonalit\u00e0 rosso-aranciate e rosa. Fino all\u2019inizio del Cinquecento si utilizzava anche il Kermes, un rosso ottenuto da un insetto, parente della coccinella, e gi\u00e0 conosciuto in epoca preistorica. Verso il 1520, dal Messico arriva sui mercati europei la cocciniglia,  un altro insetto della stessa famiglia, da cui si ricavava una lacca di un colore pi\u00f9 brillante. Per la sua trasparenza e intensit\u00e0, diventa subito molto popolare tra gli artisti veneziani e italiani in generale, che la utilizzano al posto del Kermes per velature pi\u00f9 luminose.<\/p>\n<figure id=\"attachment_867\" aria-describedby=\"caption-attachment-867\" style=\"width: 523px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-867\" src=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Flora-Tiziano-1515.jpeg\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Flora-Tiziano-1515.jpeg 800w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Flora-Tiziano-1515-241x300.jpeg 241w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Flora-Tiziano-1515-768x955.jpeg 768w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Flora-Tiziano-1515-10x12.jpeg 10w\" sizes=\"auto, (max-width: 523px) 100vw, 523px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-867\" class=\"wp-caption-text\">Titian, Flora, 1515, Gallerie degli Uffizi, Florence<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"translation-block\">In <em>Flora<\/em>, Tiziano raggiunge un eccezionale virtuosismo nell\u2019uso del rosso. Nonostante il colore sia meno esuberante rispetto ad altri ritratti,  qui l'opera  \u00e8 permeata da delicate tonalit\u00e0  rosa-rosse e aranciate: dai capelli ramati della giovane, all\u2019incarnato acceso del viso, ai riflessi luminosi sul mantello di velluto che l\u2019avvolge morbidamente. La lucentezza lunare della camicia esalta le carni rosate e il disegno del velluto. Similmente a <em>Laura<\/em> di Giorgione, la giovane \u00e8 una probabile allegoria; per le rose che tiene in mano qualcuno vede in lei Venere, dea dell\u2019amore, ma \u00e8 con Flora che viene generalmente identificata.<\/p>\n<p>In netto contrasto con la sensualit\u00e0 di Flora, troviamo il ritratto di <em>Isabella di Portogallo<\/em>, che Tiziano realizz\u00f2 pi\u00f9 di trent\u2019anni anni dopo. Si trattava di un ritratto postumo dell\u2019amatissima moglie di Carlo V, scomparsa a 35 anni, forse di consunzione, dopo aver partorito il settimo figlio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_869\" aria-describedby=\"caption-attachment-869\" style=\"width: 537px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-869\" src=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Isabella-Portogallo-Tiziano-1548.jpeg\" alt=\"\" width=\"537\" height=\"650\" srcset=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Isabella-Portogallo-Tiziano-1548.jpeg 800w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Isabella-Portogallo-Tiziano-1548-248x300.jpeg 248w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Isabella-Portogallo-Tiziano-1548-768x930.jpeg 768w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Isabella-Portogallo-Tiziano-1548-10x12.jpeg 10w\" sizes=\"auto, (max-width: 537px) 100vw, 537px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-869\" class=\"wp-caption-text\">Titian, Isabella of Portugal, 1548, Museo Nacional del Prado, Madrid<\/figcaption><\/figure>\n<p>La richiesta di Carlo V non era tanto ricordare il viso della moglie cos\u00ec com'era, quanto il suo ruolo di imperatrice dell\u2019immenso impero asburgico accanto a lui. Tiziano comprese il desiderio del committente. L\u2019oro, i gioielli, l\u2019acconciatura, i colpi di luce sul velluto degli abiti e della tenda concorrono ad esprimere  la quintessenza della regalit\u00e0 e della virt\u00f9 cristiana.<\/p>\n<p>Il libro di preghiera \u00e8 aperto, lo sguardo \u00e8 sollevato verso un punto lontano: Isabella non sembra pi\u00f9 di questo mondo. Distante come un\u2019icona, sembra  piuttosto appartenere a quel cielo azzurro sopra il paesaggio dolomitico che si apre dietro a lei - un vezzo di Tiziano quello di citare  in molte sue opere la terra dov\u2019era nato.<\/p>\n<p>Nel corpetto prevale un rosso scuro, probabilmente eseguito con cinabro e velature di lacca di cocciniglia, per intensificare i toni e conferire profondit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma il rosso non era pi\u00f9 esclusivo di regine e imperatrici, dee dell\u2019amore o cortigiane: anche le nobildonne prediligevano ora questo colore dai molti rimandi e sempre ad effetto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_870\" aria-describedby=\"caption-attachment-870\" style=\"width: 472px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-870 size-full\" src=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paris-Bordon-Ritratto-di-donna-1550-55.jpeg\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"599\" srcset=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paris-Bordon-Ritratto-di-donna-1550-55.jpeg 472w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paris-Bordon-Ritratto-di-donna-1550-55-236x300.jpeg 236w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Paris-Bordon-Ritratto-di-donna-1550-55-9x12.jpeg 9w\" sizes=\"auto, (max-width: 472px) 100vw, 472px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-870\" class=\"wp-caption-text\">Paris Bordone, Portrait, 1550, Galleria Palatina, Florence<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"translation-block\">Nel ritratto femminile di Paris Bordone, allievo e collaboratore di Tiziano, il rosso dell\u2019abito dona energia e imponenza alla protagonista, ad oggi non identificata. Nell\u2019Ottocento la critica la credette una balia dei Medici, ma il tessuto prezioso, la collana di perle e l\u2019atteggiamento indicano un rango sociale elevato. I riflessi cangianti sul velluto sono ottenuti attraverso pennellate pi\u00f9 chiare che simulano il gioco della luce sulla stoffa.<\/p>\n<p>Una luce pi\u00f9 calda e morbida le illumina il viso, dove l\u2019espressione lascia intuire un carattere risoluto, cos\u00ec come la sua posa, con le braccia libere invece di essere tradizionalmente conserte in grembo.<\/p>\n<p>A met\u00e0 del secolo, Veronese irrompe nella scuola veneziana con maggiore libert\u00e0 rispetto alle tonalit\u00e0 calde che avevano dominato sulle pale d\u2019altare medievali e e fino alla grande stagione del Rinascimento di Bellini, Giorgione, Sebastiano del Piombo e Tiziano per citarne solo alcuni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_872\" aria-describedby=\"caption-attachment-872\" style=\"width: 479px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-872\" src=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/27.-Veronese-ritratto-femminile-1555-700x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"700\" srcset=\"https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/27.-Veronese-ritratto-femminile-1555-700x1024.jpg 700w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/27.-Veronese-ritratto-femminile-1555-205x300.jpg 205w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/27.-Veronese-ritratto-femminile-1555-768x1123.jpg 768w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/27.-Veronese-ritratto-femminile-1555-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.slow-venice.com\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/27.-Veronese-ritratto-femminile-1555.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-872\" class=\"wp-caption-text\">Paolo Veronese, Portrait, 1555, Musee de la Chartreuse, Douai, France<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel ritratto di questa dama - siamo ormai nel 1565 - se il rosso del velluto \u00e8 ancora saturo, denso, con alcuni punti pi\u00f9 brillanti, le velature fredde della camicia creano un effetto pi\u00f9 etereo e un complesso gioco cromatico. Anche la pelle, pur mantenendo ancora le sfumature di rosa secondo il canone della bellezza rinascimentale, rivela delle ombre fredde, ottenute mescolando tonalit\u00e0 chiare con una punta di azzurro e grigio.<\/p>\n<p>Le tecniche di sperimentazione del colore, di stratificazioni e sovrapposizioni di cinabro, vermiglione e lacche rosse, avrebbero raggiunto il loro apice nel Seicento nei Paesi Bassi, ad opera di artisti come Van Dyck e Rembrandt, grazie anche all\u2019arrivo di un nuovo rosso, il carminio di cocciniglia, dagli effetti ancora pi\u00f9 brillanti.<\/p>\n<p>Venezia aveva anticipato un tendenza che avrebbe attraversato i secoli, confermando il suo ruolo centrale nella storia dell\u2019arte. Il rosso, con le sue infinite sfumature e la sua forza simbolica, rimane uno dei segni pi\u00f9 suggestivi di questa straordinaria stagione artistica, capace di raggiungere effetti di regalit\u00e0 e sensualit\u00e0 che continuano a sedurre gli amanti dell\u2019arte.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; It is not just crimson, purple, or scarlet. Venetian red is something more: it is indefinable. Layered hues, transparent lacquers, and warm, enveloping sensuality evoke the shifting glow of a candle flame, making surfaces vibrate with every play of light. In the sacred themes of the Venetian Renaissance, red recalls the blood of sacrifice, martyrdom, and divine love\u2014moments central to Christian tradition. In portraits and secular themes, however, it breaks free from symbolic meanings, expressing elegance, sensuality, and passion. 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